Growth Hacking. Tutto quello che devi sapere

growth hacking

In questo articolo andiamo a farci un idea precisa di questo termine che sempre di più nel nostro paese sta contaminando le pagine di business e di marketing.

Spesso, sempre, che sia un briefing lavorativo o un aula didattica mi viene chiesto cosa significa Growth Hacking. E sinceramente c’è voluta molta pratica per riuscire a spiegarlo in modo efficace e soprattutto chiaro.

Partiamo per ordine;

Chi è il Growth Hacker

Un professionista che conosce le dinamiche B2B – B2C Abile nel far crescere (growth) il numero di prospect, lead, clienti e utilizzatori del proprio prodotto o servizio, pensando fuori dagli schemi (hacking).

Per ottenere ciò è necessario conoscere bene il proprio mercato di riferimento, per saperne sfruttare tutte le opportunità che si possono verificare nella fase di crescita Dell’azienda cliente

Come avrete intuito non esiste la scuola di “growth hacking” e laddove esista sarebbe paradossale, dato che il Growth hacking è un approccio fuori dagli schemi. Quindi non schematizzabile per definizione

Tutt’al più, citando Raffaele Gaito, uno dei growth hacker più attivi in Italia, il growth hacking è un approccio. Una filosofia

Giusto per dare concretezza a quanto sopra, il mio approccio si basa su blocchi.

Il primo blocco: LE REGOLE DEL GIOCO.

1. Avere ben chiari gli obiettivi del cliente. Metterli nero su bianco (fatturato, clienti , reputazione ecc)

2. Accurata analisi del punto di partenza

3. Tempi e metriche di successo

Il secondo blocco: LA DIMESTICHEZZA con le 3 colonne portanti del business del cliente :

⁃ marketing (asset commerciali, struttura aziendale , regole di comunicazione

⁃ Dati (cosa viene raccolto, come viene usato il dato

⁃ Piattaforme tecnologiche adottate

Terzo blocco: SPERIMENTA, MISURA, REPLICA, SCALA

Sperimenta:

In bocca al lupo! La via del successo è lastricata di fallimenti. La strategia che ti porterà da 0 a superare i leader del tuo settore consiste nel trovare quell’azione a cui loro non hanno pensato. Se non fanno una certa azione però è anche probabile che ci abbiamo pensato e abbiano già fallito.

Misura

La prima caratteristica degli esperimenti è che devono essere misurabili. Per poter essere misurabile, l’esperimento deve quindi avere una metrica precisa.

Cosa significa? Per effettuare delle misure quantitative vanno stabilite delle metriche specifiche da usare proprio per la misurazione. Sperimentare è un lungo processo di individuazione delle suddette metriche

Replica

Un esperimento deve essere anche ripetibile, ossia deve essere possibile replicare le prove per più volte.

A cosa serve? Se non fosse possibile replicare un dato processo si arriverebbe ad un risultato un’unica volta, invece è necessario poterlo applicare più e più volte per poter raggiungere un maggior numero di risultati positivi.

Scalabile

L’ultimo requisito che deve avere l’esperimento e, in questo caso il processo, è quello di essere scalabile.

Per poter consentire una veloce crescita il Growth Hacking deve poter aumentare o diminuire sulla base della scala che si prende in considerazione. Quale può essere un business scalabile?

Un buon esempio può essere la produzione di un libro. Si spendono energie per scriverlo un’unica volta ma i risultati continueranno ad arrivare nel tempo, senza che sia più necessario un ulteriore sforzo

Vuoi qualche esempio concreto?

Ho raccolto per te le più famose storie di successo di Growth Hacking degli ultimi anni.

https://campasimone.wordpress.com/growth-hacking-i-casi-studio-e-le-storie-di-successo

Se desideri approfondire l’argomento o se staicercando un aiuto concreto al tuo business, consentimi di inviarti alla tua mail quello che potrebbe essere interessante per la tua crescita.

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